6 Maggio 2021 - 14:27

Niente da fare. La Bekaert procederà con i licenziamenti. I sindacati: “inaccettabile”

“In pieno blocco dei licenziamenti, Bekaert procede comunque. Un atteggiamento inaccettabile e arrogante”. Lo ha annunciato in serata la Fiom Cgil di Firenze al termine dell’incontro convocato dal Ministero dello Sviluppo Economico.
“Come Fiom abbiamo ribadito la nostra posizione, che dal 22 giugno 2018, non è mai cambiata – ha aggiunto il segretario generale Daniele Calosi -. Per favorire la riuscita del progetto di reindustrializzazione, su cui il Ministero dello Sviluppo Economico sta lavorando, abbiamo chiesto alla multinazionale di sospendere i licenziamenti già firmati da azienda, Fim, Uilm e Regione Toscana il 24 febbraio scorso. Ad oggi c’erano le condizioni affinché questa storica azienda potesse avere un futuro nella filiera dell’acciaio e dentro un progetto più ampio legato alla rilancio di Piombino. Attraverso l’utilizzo di tutti gli ammortizzatori sociali a disposizione, avremmo potuto garantire il passaggio dei lavoratori ad un’altra società in costanza del rapporto di lavoro, senza consentire ad un eventuale soggetto subentrante di scegliere se e quali lavoratori Bekaert assumere. Abbiamo confermato questa posizione al tavolo anche attraverso una lettera inviata ai presenti”.
“Pandemia e crisi di Governo hanno rallentato il progetto di reindustrializzazione del sito di Figline e Bekaert in quasi tre anni di vertenza non ha mai portato al tavolo ministeriale un soggetto con un piano industriale – ha aggiunto la Fiom -. L’unico piano industriale arrivato al Ministero è stato quello della Cooperativa di lavoratori che non è mai stato preso in considerazione dal tavolo. Ci siamo resi comunque disponibili a siglare nei prossimi giorni un protocollo che, in caso di futura reindustrializzazione dello stabilimento di Figline o di avvio di un’attività industriale anche in un sito limitrofo, preveda che chi subentrerà, se beneficerà di finanziamenti pubblici, costruisca con istituzioni e organizzazioni sindacali, le condizioni affinché vi siano le garanzie occupazionali per tutti i lavoratori licenziati da Bekaert”.
Per Silvia Spera responsabile dell’Area politiche industriali per la Cgil nazionale “La multinazionale ha tenuto un atteggiamento inaccettabile e arrogante. Questa vertenza, come altre aperte al Mise, ha dimostrato l’urgenza e la necessità di prorogare il blocco dei licenziamenti, come richiesto unitariamente da Cgil Cisl e Uil al Governo Italiano in questa fase drammatica per i lavoratori.”
Anche Davide Materazzi, segretario della Uilm di Firenze, ha commentato l’esito dell’incontro. “Nonostante l’intervento ripetuto del viceministro del Mise Todde e del Governatore Giani, nonché del sindaco Mugnai e di Fim-Fiom-Uilm che chiedono la proroga degli ammortizzatori per dare il tempo di costruire le basi per una possibile reindustrializzazione – ha spiegato Materazzi – , l’azienda continua a negare la cassa e procederà ai licenziamenti. Il tempo guadagnato con l’accordo di febbraio non è stato sufficiente a permettere di dare un minimo di concretezza agli interessamenti pervenuti al Mise. Neanche l’impegno per la costruzione di un polo dell’acciaio in Toscana hanno convinto Bekaert a ripensare ai licenziamenti immediati. Come Uilm – ha aggiunto – abbiamo insistito sul fatto che il disperdere dei lavoratori e delle loro competenze specifiche maturate negli anni in un attività specifica presente solo nella ex Pirelli di Figline e nello stabilimento Bekaert (ex Bridgestone) di Cagliari, non sarà certo di aiuto nella ricerca della reindustrializzazione dell’area. Tra l’altro, uno stabilimento produttivo chiuso rischia di creare un notevole impatto ambientale e sociale”.
Per evitare un’ulteriore definitiva perdita occupazionale in Valdarno, la Uilm ha annunciato che continuerà a collaborare con il Mise e con le istituzioni locali per ricercare tutte le soluzioni possibili per la reindustrializzazione, anche con la costituzione di un bacino che tenga al suo interno tutti i lavoratori Bekaert di Figline, per non disperderne definitivamente le competenze specifiche, essenziali per la reindustrializzazione stessa. “Altrettanto impegno metteremo ovviamente nel ricollocamento dei dipendenti coinvolti”, ha concluso Materazzi.

Marco Corsi
Direttore Responsabile