2 Agosto 2021 - 08:29

Acquista on line un paio di scarpe indossate da Michael Jordan, ma era una truffa. Carabinieri in azione

Il fenomeno delle truffe on line continua ad essere una piaga, ma in Valdarno i Carabinieri della Compagnia di San Giovanni hanno inferto un ennesimo colpo a chi approfitta della buona fede dei cittadini e non sono mancate denunce alla Procura della Repubblica di Arezzo,
Nel primo episodio, che ha visto impegnati i Carabinieri di Castelfranco Piandiscò, tutto è iniziato quando la vittima designata – un giovane collezionista originario del luogo – effettuando delle ricerche su una App dedicata al collezionismo di merchandising fashion-sportivo, si è imbattuto in un’offerta di vendita di un paio di scarpe sportive, replica delle calzature da pallacanestro indossate dal grande Michael Jordan quando, negli anni Novanta, calcava il parquet della Nba statunitense. Scarpe che sul mercato del collezionismo possono raggiungere quotazioni di svariate migliaia di euro, e che invece, nell’annuncio fasullo, erano state messe in vendita a 750 euro, somma che l’ignaro collezionista ha immediatamente provveduto a bonificare. Ma quando ha ricevuto il pacco, si è accorto che le scarpe inviategli erano un falso ben realizzato. Al malcapitato non è restato che rivolgersi ai Carabinieri che, partendo dalle informazioni fornite dalla vittima in sede di denuncia, sono riusciti a ricostruire il circuito truffaldino. Dopo una serie di accurati accertamenti elettronici e bancari, gli investigatori dell’Arma sono riusciti a risalire all’identità del truffatore, una giovane residente in nord-Italia, a sua volta inserita nel circuito del collezionismo fashion-sportivo. La donna è stata deferita per truffa in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Arezzo.
Gli altri episodi hanno invece visto operare i Carabinieri di Levane che hanno identificato un pregiudicato campano che ha fraudolentemente posto in vendita su un popolare portale online dedicato alla vendita di autoveicoli un furgone usato, ad un prezzo particolarmente vantaggioso. La parte offesa – che successivamente ha denunciato il tutto ai Carabinieri della frazione montevarchina – è stata così indotta a perfezionare un bonifico di alcune centinaia di euro come acconto, e successivamente ad emettere e consegnare un assegno a titolo di saldo, di circa 5.000 euro. Il tutto per un furgone che non è mai stato consegnato. Gli accertamenti investigativi hanno consentito di appurare che l’automezzo era già stato oggetto di passaggio di proprietà in favore di un terzo soggetto, risultato però estraneo ai fatti. Il campano è stato quindi deferito in stato di libertà alla procura della Repubblica di Arezzo. Un’altra indagine lampo – sempre condotta dai Carabinieri della Stazione di Levane – ha invece consentito di denunciare due donne pregiudicate, accusate di aver messo in commercio online un prodotto assicurativo contraffatto riproducendo marchi e loghi di una notissima compagnia di assicurazioni, ed inducendo la parte offesa – una giovane donna residente nella popolosa frazione – a bonificare la somma di 300 euro a titolo di saldo del relativo premio. Anche in questo caso, le indagini, tempestive, hanno consentito di ricostruire il flusso del denaro, identificare le due donne e deferirle per truffa. “Emerge ancora una volta la necessità che i cittadini valutino con attenzione tutte quelle situazioni in cui si trovano di fronte ad offerte troppo convenienti”, hanno spiegato i Carabinieri. In entrambi i casi è stato infatti evidenziato il medesimo modus operandi, ormai tristemente “ricorrente” nelle indagini incentrate su questo genere di delitti: la pubblicazione di un inserto su una piattaforma digitale di vendite online, proponendo l’acquisto di un oggetto particolarmente ambito, a un prezzo particolarmente vantaggioso. Una volta ricevuta la manifestazione d’interesse, al malcapitato di turno viene richiesto un pagamento anticipato, salvo poi trovarsi di fronte alla brutta sorpresa: la merce non verrà mai consegnata, oppure non sarà corrispondente a quanto riportato nell’inserzione.