2 Agosto 2021 - 07:14

Degrado ed abbandono nella valle di Castiglionchio nel comune di Rignano. Esposto dell’associazione “Vivere in Valdisieve”

La denuncia arriva da un’associazione di cittadini: una delle aree più pregiate dal punto di vista paesaggistico del comune di Rignano, la valle di Castiglionchio, versa in uno stato di profondo degrado. “Recentemente- scrive l’associazione Vivere in Valdisisieve attraverso il suo presidente Paolo Rosini corredando il comunicato con un esplicativo reportage fotografico- abbiamo segnalato alle autorità territoriali, tra le quali il Comune di Rignano sull’Arno, il Comando Regionale Carabinieri Forestali di Toscana e il Corpo di Polizia Municipale Arno-Sieve, la situazione di profondo degrado in cui vertono molti luoghi della Valle di Castiglionchio, in particolare nei pressi dell’omonimo agriturismo e Castello di Castiglionchio, ancora tutelato dai Beni culturali.“La Valle di Castiglionchio è totalmente invasa da erba alta anche 1 metro e mezzo, in parte già in fase di essiccamento, che con la stagione calda rappresenta un gravissimo pericolo di incendi che potrebbero essere difficilmente controllabili. – si legge nell’esposto – Alberi centenari di quercia completamente invasi dall’edera e senza manutenzione  presentano rami che raggiungono la strada ex comunale di
Castiglionchio, rappresentando un pericolo sia per passanti e autoveicoli in caso di forte vento, anche perché molti sono a rischio caduta.La valle è inoltre attraversata da una strada vicinale che, con cadenza mensile, viene manutenuta solo dagli abitanti della zona senza ricevere nessun supporto dall’amministrazione comunale di Rignano sull’Arno, inoltre l’impianto di illuminazione pubblico della strada, risulta quasi del tutto non funzionante. Alcuni pali in legno che mantengono i lampioni, sono ceduti e/o fatiscenti e a rischio caduta sui passanti e sulle auto. La valle nelle ore notturne risulta non illuminata e soggetta a incursioni di delinquenti che, anche in quest’ultimo anno- si legge nell’esposto-hanno messo in atto varie effrazioni nelle abitazioni a cui hanno fatto seguito varie denunce dei residenti.” 
 
Sulla zona grava anche una complicata situazione giudiziaria.”I terreni e gli immobili dell’Agriturismo Castiglionchio (tra questi anche il Castello), sono andati all’asta nel 2020 ad un prezzo base complessivo di €8.418.065.52. Il curatore fallimentare ha comunicato che la procedura esecutiva è stata interrotta a causa di una proposta di concordato fallimentare avanzato dalla società esecutata proprietaria di immobili e terreni, ma ancora non accettato, come riferito dal commissario attualmente incaricato .”
 Nel frattempo è stata avviata una timida attività di risistemazione e manutenzione dei vigneti circostanti l’agriturismo e le civili abitazioni.”La situazione attuale appare comunque ben lontana dal decoro che dovrebbe avere una zona di così alto pregio culturale e paesaggistico.-continua l’associazione-. Risulta sovente infatti, forse anche a causa della scarsa manutenzione dei vigneti, che alcuni abitanti della zona subiscano frane provenienti dai terreni vitati (sovrastanti le abitazioni) e le loro case vengono invase da acqua e detriti. Ci risultano infatti assenti nei vigneti, canali di scolo e/o sistemi di canalizzazione di acque in eccesso, e nei periodi di grande pioggia e/o bomba d’acqua, emergono problematiche importanti.
 Nel corso del nostro ultimo sopralluogo (Luglio 2021), abbiamo individuato anche un cartello quantomeno equivoco che riporta la dicitura “Vietato l’accesso alle persone non autorizzate” affisso da ignoti nelle immediate vicinanze della Chiesa di Castiglionchio, e che probabilmente risulta un impedimento al libero accesso all’unico luogo di culto della zona, circostanza che violerebbe l’articolo 19 della nostra Costituzione.” Da evidenziare che la Valle di Castiglionchio, compresa nell’Ambito 18 Valdarno Superiore, è individuata dal piano regionale toscano come luogo soggetto a vincoli di legge storico paesaggistici e area dichiarata di notevole interesse pubblico.

Serena Paoletti
Redattrice