venerdì, Ottobre 22, 2021

Green Pass, a Figline Valdarno oltre 1700 i non vaccinati. La Cna: “Ci potrebbero essere costi per le imprese”

A 24 ore dall’entrata in vigore del green pass obbligatorio nel posto di lavoro, arriva il grido d’allarme della Cna Valdarno Valdisieve. E’ stata fatta una stima della platea che, a Figline Valdarno, dovrà sottoporsi a tampone, oppure rinunciare a lavoro e conseguente stipendio.
L’elaborazione dell’associazione fa riferimento ai dati dell’Asl Toscana Centro aggiornati all’11 ottobre. Per il comune di Figline, su una popolazione in età lavorativa (18-69 anni) di 15.405 individui, hanno ricevuto almeno una dose di vaccino 13.304 persone. Al netto di disoccupati, inoccupati, studenti, pensionati e lavoratori in smart working che insistono in questo range di età, Cna stima nell’11,04% dei residenti coloro che si troveranno sprovvisti di vaccino: circa 1.701 persone che dovranno sottoporsi a tampone ogni 48 ore, oppure rimanere a casa, smettendo temporaneamente di lavorare.
Numeri importanti, che potrebbero alimentare un vero e proprio business dei tamponi da oltre 25mila euro (a prezzo calmierato) solo nelle prime 48 ore a cavallo dell’entrata in vigore del provvedimento. “Abbiamo sostenuto l’introduzione dell’obbligo di Green Pass da subito, quale misura per evitare in futuro misure maggiormente restrittive e penalizzanti per le imprese derivanti da una circolazione intensa del virus. La misura, però, impone costi organizzativi che per le piccole e piccolissime imprese possono non essere indolori” ha detto Sandra Pelli, presidente di Cna Valdarno Valdisieve.
“Si pensi all’eventuale sostituzione di dipendenti non in regola con la normativa – ha aggiunto -: se le grandi imprese hanno la possibilità di formare un nuovo dipendente in tempi più o meno rapidi, così non è per le imprese di piccole dimensioni, dove, la maggior parte delle volte, è il datore di lavoro stesso a istruire i dipendenti. Per non parlare poi dell’alta qualificazione che l’artigianato richiede: trovare lavoratori specializzati in un lasso di tempo sostenibile potrebbe risultare difficile e la catena produttiva o dei servizi potrebbe interrompersi”.

Marco Corsi
Direttore Responsabile