lunedì, Maggio 16, 2022

Mercato dell’auto. Antonio Bucciarelli: “Bene gli incentivi, ma non possono durare un mese”. Il problema delle consegne

“Con l’aiuto degli incentivi il mercato dell’auto, nel 2021, ha retto. Il grosso problema è rappresentato dalle consegne delle macchine, che hanno tempi enormi”. Antonio Bucciarelli, con la famiglia, è titolare di una delle concessionarie storiche del Valdarno, la Nuovauto di Terranuova Bracciolini, marchi Abarth, Fiat e Lancia. Un settore importante, che ha beneficiato del sostegno del Governo, ma che si è poi trovato di fronte un ostacolo comune a molte altre aziende. “Tutte le fabbriche del comparto sono in difficoltà – ha detto – Il pronta consegna praticamente non esiste più. Ci teniamo a sottolinearlo. E questo vale anche per i veicoli commerciali. C’erano persone che venivano a fine anno credendo di trovare un Fiorino pronto all’uso. Non è più cosi e non lo sarà ancora per diverso tempo. Per un Ducato si parla di sei mesi di consegna. L’impatto – ha aggiunto Bucciarelli – è stato importante per noi. La raccolta ordini va abbastanza bene, ma a causa di questi imprevisti si prevede un grosso calo di fatturato nel 2021. A livello di vendite, ripeto, ci siamo difesi bene e ciò ci consente di essere positivi per il futuro. Ma la diminuzione del giro d’affari ci ha costretto ad adottare alcune mosse aziendali, come far smaltire ferie o attingere alla cassa integrazione”.
Il futuro del mercato dell’auto è legato inevitabilmente all’elettrico. “Nei primi sei mesi del 2022 si prevedono gli stessi ritardi a livello di fabbricazione, ma ci sono comunque nuove prospettive, come possibili rifinanziamenti degli incentivi statali, che al momento sono finiti. Una grossa parte riguarderà proprio l’elettrico perché tutte le case madri ci puntano, dato che devono rispettare un limite di CO2. Parliamo di un mondo a parte – ha sottolineato Bucciarelli – e anche noi lo vogliamo spingere. Soprattutto nelle zone dove abitiamo la macchina elettrica ha davvero un senso. Perché in molte abitazioni c’è un garage e la percorrenza media per chi lavora o comunque opera in zona è minima. In più ci sono i vantaggi di sfruttare anche gli incentivi previsti nel campo dell’edilizia per installare il fotovoltaico e quindi le colonnine di ricarica”. Insomma, si può viaggiare quasi gratis. “E’ vero, l’acquisto è un po’ più oneroso rispetto ad una vettura normale. Una 500 elettrica costa tra i 20.000 e i 30.000 euro. Ma i vantaggi sono enormi, e anche per l’ibrido”.
L’amministratore delegato della Nuovauto ha però voluto lanciare un appello al governo. “Gli incentivi vanno rifinanziati, ma in maniera massiva. Non ha senso finanziare a singhiozzo, con 50 milioni a volta. I vantaggi durano poche settimane e la gente è costretta a fare le corse per ottenere le agevolazioni. Si può davvero cambiare questo parco macchine in Italia, che è tra i più vecchi d’Europa. Ma devono essere messi a disposizione tanti soldi. Chi vuole comprare un’auto elettrica o ibrida sa che ha una finestra di uno o due anni per farlo. In questo modo si accelererà in maniera definitiva questo passaggio epocale, che avvicinerà l’Italia ad altri paesi molto più avanti di noi, come quelli del nord Europa”.

Marco Corsi
Direttore Responsabile