giovedì, Febbraio 2, 2023

Don Felice e la Penna. Una catena che non si è mai interrotta

In questi giorni nella frazione terranuovese della Penna si è tenuta la celebre sagra del fagiolo zolfino. Una comunità legata alle antiche tradizioni, ma anche a chi le ha portate avanti e soprattutto a chi ha lasciato un solco profondo nel tessuto sociale. E’ il caso di Don Felice, sacerdote scomparso ormai da molti anni ma che nessuno, in questo angolo di Valdarno, ha dimenticato. Non a caso è nato anche un gruppo, “La Combriccola”, formato più che altro dai ragazzi della Penna, di Terranuova e del Valdarno che organizza, la seconda domenica di settembre in suo ricordo, cene e gite. In sua memoria è stato posizionato alla Penna anche un ceppo commemorativo. Don Felice era un parroco nativo del Casentino che ha lasciato il segno della sua splendida personalità, non solo nella parrocchia di Terranuova, ma anche nelle altre in cui è stato. Negli anni ’50/’60 riuscì a portare in seminario alcuni ragazzi del Tasso, tra cui l’ormai defunto Don Donato Buchicchio, parroco prima a San Giovanni e poi a Terranuova, e poi Don Giancarlo Rapaccini, attualmente sacerdote a San Sepolcro. Negli ’60/’70, insieme a Prospero Prosperi, cominciò ad organizzare campeggi prima a Badia a Prataglia e poi per i ragazzi di Terranuova e del Valdarno. I ragazzi poi cominciarono a frequentare anche il convento, portato avanti da Don Felice con l’aiuto di Prospero dove si formarono le prime squadre di basket e di calcio. In poche parole il convento diventò un posto molto frequentato e utilizzato dai giovani per svolgere gli allenamenti e divertirsi. Inoltre Don Felice utilizzava il convento anche per ospitare persone più bisognose e aiutarle. Poi la malattia, il morbo di Parkinson, che lo costrinse a lasciare la parrocchia della Penna per ritirarsi alle pendici del Pratomagno. “Don Felice, uomo molto cordiale, sempre sorridente, disponibile, pronto al dialogo e altruista”. Queste le prime pagine del libro a lui dedicatogli dai ragazzi del gruppo, pubblicato nel 2013. Tra loro Massimiliano Rigli, promotore del gruppo “La Combriccola”.