giovedì, Luglio 7, 2022

Fimer. Sindacati divisi sui contratti di solidarietà. La Fiom: “questa rottura è una sciagura per l’unità sindacale”

La Fim Cisl, come noto, non ha firmato il contratto di solidarietà per i lavoratori della Fimer e nelle ultime ore la Fiom Cgil ha spiegato le motivazioni che l’hanno invece portata a sottoscrivere l’accordo. L’incontro che si è tenuto venerdì scorso presso la sede dell’Unità di crisi della Regione Toscana, ha visto la presenza di tutte le organizzazioni sindacali, della Regione Toscana e dell’amministrazione comunale di Terranuova Bracciolini, ed era stato richiesto dai sindacati per raggiungere un accordo per la proroga dell’ammortizzatore sociale, che era scaduto l’8 giugno scorso.
“Lo spirito che ha animato ogni nostra azione sindacale, nel corso di tutta la discussione protrattasi per più giorni in sede aziendale – ha spiegato la Fiom Cgil – è stato sempre solo ed esclusivamente uno: dotare i lavoratori e le loro famiglie della copertura dell’ammortizzatore sociale migliore possibile nei vari ipotetici scenari (approvazione del Concordato, amministrazione straordinaria, fallimento) che potrebbero prefigurarsi alla scadenza del termine della proroga concessa dal Tribunale all’azienda. Teniamo a precisare, che la solidarietà è l’unico strumento tra gli ammortizzatori sociali che ha come requisito fondamentale l’accordo sindacale e che prevede per legge un minimo di ore (10%) che debbano essere obbligatoriamente lavorate. A fronte della discussione con l’azienda – ha proseguito la Fiom – abbiamo sancito nel verbale di accordo, che la percentuale minima delle ore garantite lavorabili sia del 20%, oltre che l’anticipo, da parte dell’azienda ai lavoratori, del trattamento economico del CDS alle normali scadenze di paga. Aspetto quest’ultimo non secondario, dato che come tutti purtroppo sanno, i tempi tecnici di pagamento dell’Inps non sono brevi”.
La Cgil ha spiegato che nel caso in cui nessuna organizzazione sindacale avesse sottoscritto l’accordo di proroga, l’azienda avrebbe potuto decidere tranquillamente di adottare un altro strumento di ammortizzatore sociale ministeriale, che non prevede nessun accordo con le organizzazioni sindacali. In questo modo Fimer avrebbe avuto la possibilità di poter tenere gran parte del personale a zero ore lavorative, con il concreto rischio di non aver garantito l’anticipo del trattamento economico.
“Appare evidente che nel bilancio di una famiglia, alla fine del mese, avere l’anticipo del trattamento economico sia di vitale importanza e riteniamo che non occorra essere dei brillanti matematici per affermare che tra essere collocato fisso in cassa integrazione o lavorare almeno il 20% delle ore lavorabili ci sia un’enorme differenza – ha aggiunto la Fiom – Consapevoli dei rischi che con il nostro operato, avremmo potuto far correre ai lavoratori della Fimer e alle loro famiglie, ci siamo assunti la responsabilità di sottoscrivere l’accordo di proroga del contratto di solidarietà. Se tale scelta è da considerarsi una colpa, ebbene siamo colpevoli e lo rivendichiamo a testa alta. A nostro avviso le battaglie e gli scontri con l’azienda devono avvenire nelle sedi opportune, siano esse sedi aziendali, istituzionali, piuttosto che in tutte le iniziative di mobilitazione che abbiamo sempre promosso finora e che promuoveremo in seguito. Riteniamo un errore enorme mischiare le sedi nelle quali scontrarsi con un’azienda, alla quale non abbiamo mai fatto sconti e sul cui operato e affidabilità, non abbiamo mai perso occasione di esternare pubblicamente tutta la nostra contrarietà – ha proseguito la Cgil –
Perché una cosa sono i legittimi e doverosi scontri sindacali con l’azienda, cosa del tutto diversa invece, è la garanzia della tutela di sussistenza economica delle persone che rappresentiamo e delle loro famiglie. Tali argomenti non possono e non devono assolutamente mai diventare terreni di scontro quando nel mezzo ci sono le persone. Riteniamo inoltre, la rottura dell’unità sindacale su questo argomento, una sciagura che non porta altro risultato se non quello di indebolire il fronte sindacale nel momento più drammatico di questa lunga vertenza, che ci ha visti sempre compatti con l’apporto delle istituzioni a tutti i livelli. Le scelte, quando si tratta di autonomia sindacale sono sempre assolutamente legittime, e pertanto noi rispettiamo le decisioni”.