lunedì, Agosto 15, 2022

Vendita ex Bekaert, la Fiom: “chiediamo la totale reindustrializzazione e la riattivazione dei 318 posti di lavoro”

Arriva anche il commento della Fiom Cgil in merito alle importanti novità per il sito ex Bekaert di Figline.“Abbiamo appreso positivamente, dopo oltre quattro anni dall’inizio della vertenza – scrive il segretario generale Fiom di Firenze e Prato Daniele Calosi – che esisterebbe la possibilità concreta della riconversione del sito. Per quanto ci riguarda abbiamo ribadito la necessità di sanare la ferita della perdita di 318 posti di lavoro nel territorio del Valdarno fiorentino per la scellerata di Bekaert nel Giugno 2018. Per noi è il giusto risarcimento che deve essere fatto ai posti di lavoro ed all’intero territorio. Il piano che ci è stato presentato dal soggetto industrializzatore è ambizioso, un piano che trasformerebbe quell’area in una sorta di incubatore di imprese che possono utilizzare
energie alternative per le attività produttive, utilizzando, come ci è stato detto, i fondi del
PNRR destinati alla transizione energetica/ambientale.Tutto ciò potrebbe avere effetti importanti e positivi sia sul terreno ambientale che occupazionale, due temi che come Fiom abbiamo sempre sposato e tenuti assieme in tutta la vertenza .Adesso però è arrivato il momento dei fatti, anche perché di parole ne sono state spese fin troppe e senza soluzione.”
Da qui la richieste della Fiom: “Chiediamo pertanto al nuovo soggetto industriale, alla Regione e agli enti locali, alla luce di quanto emerso all’incontro di ieri, assieme alle altre OO.SS. di sottoscrivere in sede istituzionale un contratto di sviluppo vincolante che stabilisca tempi, modi e criteri del Piano di Reindustrializzazione; un cronoprogramma che preveda ad ogni singola scadenza un incontro di verifica, partendo dal primo necessario step che è quello della bonifica ambientale dell’area di Via Petrarca, fino ad arrivare al traguardo finale della totale reindustrializzazione e alla completa riattivazione dei 318 posti di lavoro. Un contratto di Sviluppo che potrebbe anche prevedere, come ci è stato comunicato ufficialmente ieri, l’utilizzo di fondi pubblici del PNRR, il che ci consentirebbe a maggiorragione di vincolare l’investimento al territorio

Serena Paoletti
Redattrice