lunedì, Agosto 15, 2022

Problemi di ricezione dei canali Rai in Valdarno. Il parere di un esperto in telecomunicazioni

Il recente switch off, con le modifiche delle frequenze televisive, il cosiddetto refarming, ha creato problemi in Valdarno, in particolare nella ricezione dei canali Rai. Un disagio che non ha riguardato tutta la vallata, ma una parte di essa,  quella che ha le antenne puntate verso Pulicciano, sulle alture di Castelfranco Piandiscò. Così alcuni abitanti di Figline e Incisa Valdarno, San Giovanni, Cavriglia e in piccola parte anche Montevarchi hanno tuttora difficoltà a ricevere i canali della TV pubblica in HD e molti sono stati costretti a chiedere l’intervento di un’antennista per modificare l’impianto. Ha scritto alla nostra redazione l’ingegner Stefano Bencivenni, iscritto all’Ordine degli Ingegneri di Arezzo, specialista in Telecomunicazioni, ingegnere del suono e
Docente emerito di Elettrotecnica, Elettronica e Telecomunicazioni, che ha affrontato il problema fornendo anche alcuni preziosi consigli per i telespettatori.

“I canali tv non sono quelli che normalmente intendiamo, cioè Rai 1, Rai 2, Rai 3…
In ossequio alle norme, scritte in inglese, dovremmo infatti chiamarli programmi, mentre i cosiddetti “programmi della serata”, in realtà dovremmo definirli eventi (events).
Questa doverosa precisazione si è resa particolarmente necessaria dal 17 Novembre 2011, quando il sistema radiotelevisivo è passato definitivamente in Valdarno dall’analogico al digitale, per non creare confusione e malintesi.
Prima di quella data, l’errore tecnico era giustificato in quanto all’interno di un canale tv era contenuto e veniva trasmesso un solo programma, quindi esisteva una sostanziale equivalenza numerica fra canali e programmi.
Il sistema analogico permetteva quindi di veicolare su un canale assegnato dal Ministero un solo programma (negli anni ‘60 il “Nazionale” ) e successivamente per trasmettere Rai 1, Rai 2 e Rai 3 occorrevano tre concessioni per tre distinti canali. La tecnologia odierna permette di contenere più programmi in un solo canale (multiplexing), né più né meno come lo stabile di un condominio contiene più appartamenti.
L’analisi tecnica di quanto è successo in Valdarno esula da questa mia trattazione, che ha lo scopo di risolvere per tutta l’utenza televisiva, il problema della mancata ricezione dei principali programmi Rai, senza nessun aggravio per i miei concittadini.
Per limitarsi a questo, occorre comunque descrivere la struttura canonica di un impianto televisivo di antenna prima del passaggio dall’analogico al digitale.
Salvo piccole varianti, un impianto comprende l’antenna [can.G] per la ricezione di Rai 1 da San Cerbone al Poggio alla Croce, affiancata da quella per Rai 2 [can.30] e dagli anni ‘80 per Rai 3 [can.F] da Pulicciano.
L’avvento delle tv private, che hanno scelto in origine il Monte Secchieta per servire Firenze, ha richiesto una ulteriore antenna (la “quinta banda”) per estendere la ricezione ai canali dal 37 al 69.
Dal 1 Giugno scorso, la Rai ha obbedito all’AGCOM, che le ha fatto spegnere tutti i canali VHF (quelli storici indicati da lettere e successivamente dai numeri da 5 a 12) ed il can.30, rendendo inutili tre antenne su quattro di questo impianto.
In Valdarno lo scompiglio è nato dalla accensione, solo in provincia di Arezzo e Rieti tra tutte le province italiane, del can.45 al posto del can.30, facendo sparire di colpo i programmi Rai1,2,3 in HD e Rai News24 dagli schermi televisivi.
Ciò è avvenuto senza nessuna verifica sul territorio, necessaria sempre. Può essere che a Rieti non abbia creato all’utenza nessun problema. Impossibile comunque da sapere personalmente a distanza dato che non conosco la struttura degli impianti casalinghi sul Terminillo…
Ben più grave è l’altra imposizione, lo spegnimento di tutti i canali che permettevano di raggiungere le utenze più remote, dove il privato non ha interesse, perché i costi superano i benefici. Ecco che da noi in Toscana la Rai, che copre l’80% della popolazione con soli 4 ripetitori, deve ricorrere ad altri 120 circa senza raggiungere l’ideale 100%.
E facciamo spegnere e cambiare antenna a tutti i disagiati ?  Sarebbe interessante che qualcuno promuovesse un’ inchiesta su chi riceve adesso il can.30 in verticale da San Cerbone! E si facesse mandare la foto dell’impianto che non ha nessuno! A San Cerbone [FI] è acceso il canale, ma nessuno ha l’antenna. Verso Pulicciano [AR] hanno tutti l’antenna, ma è spento il canale! E la maggior parte di noi valdarnesi l’ha scampata bella perché per pochi metri Monteluco è in provincia di Siena, altrimenti, con l’antenna puntata in orizzontale verso Secchieta non si sarebbe potuto ricevere certo il can.45 dalla parte opposta!
Io auguro a tutti i reatini di ricevere la Rai dalla stessa direzione degli altri canali. Personalmente sono super fortunato, poiché vedo (come in precedenza) dalla postazione senese di Monteluco (Gaiole in Chianti) il can.30 ed adesso anche il doppione can.45 da quella aretina, Pulicciano (Castelfranco Piandiscò) poiché si trova casualmente nella stessa direzione di Secchieta, con la naturale attenuazione (-12dBµV) dovuta alla polarizzazione verticale, che al mio impianto non pregiudica la ricezione.

LA MIA SOLUZIONE

Riaccensione immediata di tutti i canali VHF in Italia per un congruo periodo di tempo, fino alla sostituzione naturale per vetustà delle antenne larghe 70cm con quelle piccole, larghe circa 20cm (magari con incentivo, scalando un mese di abbonamento alla televisione) e contestualmente introdurre l’obbligo per il Servizio pubblico di affiancare a ciascun canale VHF (vedi relazione can. E5 – E12 del collega Prof. Sassano all’AGCOM) un canale UHF con il multiplex Rai MR di quel territorio, come fatto a San Cerbone; riaccensione del can.30 in tutta la provincia di Arezzo, da affiancare in questo caso al can.45 per coloro che hanno già modificato l’impianto d’antenna alla nuova grottesca situazione, escludendo dei 13 ripetitori Rai della provincia (Sestino, ad esempio), soltanto quelli che vanno in palese conflitto col multiplex marchigiano MR9 – Marche, Abruzzo, Umbria e can.HD (da cui la scelta AGCOM di cambiare canale). La Rai ha già provveduto a proteggere i comuni di Montevarchi e Terranuova Bracciolini dallo sconfinamento del Monte Nerone (Piobbico) sul can.30, accendendo il can.37 (multiplex MR4 – Lazio, Toscana, Umbria e can.HD), usufruibile nella nostra vallata in tutte le zone (come Nèri di Castelnuovo dei Sabbioni), dotate una volta delle enormi antenne di Banda 1°, oltre i 2 m. di larghezza).
La maggior parte delle postazioni Rai in provincia di Arezzo che ho visitato sono piccole e ubicate in zone d’ombra: al Corsalone, a Vigna del Picchio per Subbiano, all’Olmo di Arezzo, a Pontenano sopra Talla, al Poggio Landi per Ambra. Pulicciano stesso non ha alcuna controindicazione per giustificare l’invisibile can.45 al posto del can.30 con il quale la Rai ha sempre trasmesso proprio su quella frequenza: in analogico il Rai 2 e col passaggio al digitale in SFN, il MUX2 (Rai 5, Sport, Scuola, Storia e le radio)”.

Ing. Stefano Bencivenni