giovedì, Dicembre 1, 2022

Podere Rota: la Regione respinge la richiesta del gestore della discarica di una nuova sospensione del Paur

Il termine ultimo di sei mesi concesso dalla Regione per provvedere ai controlli sui terreni della discarica di Podere Rota e per intervenire, eventualmente, con la bonifica del sito, scadeva lo scorso 18 agosto e l’ente toscano ha bocciato la richiesta del gestore Csai di altri sei mesi di tempo. Contestualmente sarà convocata, per la prima volta, la Conferenza dei servizi.
Lo fa sapere con una nota ufficiale il Comune di San Giovanni Valdarno. “La Regione Toscana, con una comunicazione della direzione “Ambiente ed energia settore valutazione impatto ambientale – valutazione ambientale strategica” inviata a Csai il 19 di agosto – e per conoscenza anche ai comuni del Valdarno oltre che ad altri enti – ha respinto la richiesta del gestore della discarica di Podere Rota di un’ulteriore dilazione della sospensione del Procedimento autorizzatorio unico regionale. Lo scorso 18 febbraio, infatti, Csai aveva chiesto formalmente all’amministrazione regionale la sospensione del Paur sull’ampliamento della discarica di Podere Rota per rifiuti speciali non pericolosi, in attesa di un piano di caratterizzazione approfondito che potesse ricostruire in modo puntuale la situazione relativa all’intera area”.
La decisione fu presa dopo i rapporti di ispezione ambientale (Ria) e i rilievi di Arpat Arezzo del 2020 e del 2021 che evidenziavano una potenziale contaminazione delle acque sotterranee. Il Paur fu sospeso per procedere a verifiche rigorose sul terreno della discarica, stabilire se vi fosse inquinamento, chi ne fosse il responsabile e, in caso di conferma dei rilievi di Arpat, procedere alla bonifica del sito. La Regione, a febbraio scorso, accordò a Csai 6 mesi di tempo per muoversi nella direzione indicata e il termine era il 18 agosto.
Il 2 agosto Csai aveva presentato alla Regione una nuova istanza per la concessione di ulteriori 6 mesi di sospensione del Paur sempre, come si legge nella documentazione, “nelle more della definizione del procedimento prima di approvazione del piano di caratterizzazione e, in seguito agli esiti dell’attuazione dello stesso, di eventuale individuazione del soggetto responsabile e successivamente progetto di bonifica e/o della determinazione dei valori di fondo”. Ma l’ente toscano non ha concesso il tempo suppletivo adducendo una serie di motivazioni e normative e annunciando che procederà alla convocazione della prima conferenza dei servizi. L’incontro tra le pubbliche amministrazioni e gli altri enti coinvolti sul progetto di ampliamento era stato convocato e rinviato tra il 2021 ed i primi mesi del 2022 quattro volte. “Pertanto, sulla base di quanto sopra evidenziato” si legge nella comunicazione della Regione del 19 agosto, “si ritiene non sussistano le condizioni per ulteriormente procrastinare la sospensione dei termini del procedimento come da richiesta formulata con vostra nota prot. 0305293 del 02.08.2022; con la presente si informa quindi che, decorso il termine dei sei mesi già assentito, si procederà a convocare la prima riunione di conferenza di servizi”.
“Già la richiesta di sospensione avanzata da Csai ed accolta dalla Regione Toscana a febbraio scorso aveva costituito un segnale importante in tutta questa lunga vicenda relativa al progetto di ampliamento della discarica per rifiuti speciali non pericolosi di Podere Rota – ha commentato il sindaco di San Giovanni Valentina Vadi – in quanto si riconosceva, per la prima volta, la necessità di mettere in atto tutte le procedure necessarie ad indagare ed approfondire la situazione dell’area sulla quale sorge la discarica, dopo la copiosa documentazione di Arpat Arezzo e dopo il lavoro puntuale portato avanti per due anni da istituzioni, cittadini, associazioni perché si facesse luce sulla potenziale contaminazione delle acque sotterranee. Ritengo che la nuova richiesta del gestore Csai di un’ulteriore dilazione di altri sei mesi, non accordata dal settore via della Regione Toscana, stia a significare che ancora l’indagine sull’area e la conseguente bonifica non sono concluse e di questo la Regione dovrà tenere conto nell’ambito della Conferenza dei servizi che si aprirà a breve. Laddove non ci fosse una chiara definizione della situazione del terreno e la bonifica non fosse stata compiuta non potrebbero esserci le condizioni ambientali necessarie per autorizzare l’ampliamento della discarica. Sono convinta che questo nuovo passaggio costituisca ancora un altro passo avanti verso la chiusura della discarica di Podere Rota, dopo che l’assemblea di Ato Sud, nel dicembre del 2021, ha stabilito la fine dei conferimenti dei rifiuti urbani a Podere Rota con il completamento dei volumi attualmente esistenti, conferimento che si è concluso nel mese di luglio. Dopo quasi due anni, sono fiduciosa di poter avere un quadro chiaro della situazione relativa all’area su cui sorge la discarica, tenendo fermo l’obiettivo, per noi prioritario, della chiusura definitiva della discarica, attiva da oltre trent’anni”, ha concluso la prima cittadina.