mercoledì, Novembre 30, 2022

Agenda elettorale…

Facendo previsioni e non auspici, chi scrive si adegua a coloro che, sondaggi alla mano, pronosticano una chiara vittoria per il centro destra alle prossime elezioni di fine mese. Né penso come il vasto ancora campo degli indecisi possa sovvertire gli esiti di un voto che appare indirizzato. Il centro sinistra, tenendo fede alla sua brutta tradizione, si è di nuovo diviso con la speranza di massimizzare a livello personale il proprio consenso al di là della probabile sconfitta nelle urne. Lo stesso PD potrebbe alla fine avere un buon risultato numerico, ma decisamente poco spendibile, avendo cincischiato e perso (per chi scrive) una buona occasione. Che forse non avrebbe cambiato gli scenari ma avviato, questo si, un progetto spendibile per il futuro e la ripartenza. Ed invece, incaponendosi su agende e agendine, veti e controveti, il segretario Letta ha prima cercato l’unione con Calenda per poi ripiegare, numeri alla mano, in una corsa che appare quasi in solitaria.
Un accordo con Conte avrebbe costituito un campo largo all’interno della sinistra con progetti e prospettive comuni, questa la mia idea, tenuto conto dell’elettorato. Un altro errore che si fa è quello poi di considerare il centro e ciò che ne è rimasto come decisivo per la vittoria. Casomai il contrario, visto che dalle urne uscirà probabilmente un Italia molto spostata a destra e del resto i successi di Grillo e prima ancora di Berlusconi erano tutt’altro che la rappresentazione di un modello di società…moderata. C’è da tempo un vuoto ideologico (troppo) e un voto molto libero che spesso vuole rappresentare pulsioni varie e proteste anche a buon mercato.
Il dato per me più preoccupante, al di là di tutto, è quello di una possibile rimodulazione del nostro vivere e di una decrescita che mai potremmo definire felice. Durissime sfide attendono il paese: per il lavoro, la difesa dei nuovi e vecchi diritti, sul piano energetico ed ambientale. Un tempo la politica si divideva fra conservatori e progressisti laddove i primi non necessariamente costituivano sempre un fattore negativo. Oggi invece assistiamo sempre più a persone che vogliono pericolosamente rimettere indietro l’orologio del tempo, annullando anni e anni di battaglie e di conquiste. Ed è questa una cosa che mi inquieta.