lunedì, Novembre 28, 2022

È morta la gatta a cui avevano sparato ritrovata in un cassonetto a Cavriglia

“Alla fine ce l’ha fatta ad ammazzarla questa guerriera. Sybilla, purtroppo ha avuto un crollo improvviso e ci ha lasciati”. Questo l’annuncio di stamani dell’Enpa Valdarno, che ha confermato la morte della gatta che era stata ritrovata in gradi condizioni in un cassonetto nel comune di Cavriglia. Qualcuno le aveva sparato e poi l’aveva gettata come un rifiuto qualsiasi nel contenitore. La micia era stata subito portata nella clinica veterinaria e operata. Putroppo, però, non ce l’ha fatta e a distanza di qualche giorno è morta.
“Non ci sono consolazioni in questa storia, neanche il fatto che alle 22 di ieri era accoccolata tra le braccia della volontaria e si mangiava un pasto prelibato per lei – hanno spiegato i volontari dell’Enpa – Non è morta sola, né nell’indifferenza, ma non è una consolazione. Non esiste consolazione in un mondo dove ancora circolano armi e violenza, dove ancora si crede che una specie animale sia passibile di violenza e sfruttamento rispetto ad un’altra, dove si continua ad uccidersi e sfruttare tra simili della stessa specie. Perché sì, animali siamo e questa realtà tautologica non vuole entrarci nella testa malata della nostra specie”. Questo lo sfogo dell’associazione. “Non siamo gli unti dal divino, gli eletti, i migliori, siamo animali tra animali e forse dovremo iniziare a comportarci come tali, perché come umani, facciamo veramente pena e il Pianeta per intero ce lo sta dicendo in tutti i modi!
Non c’è consolazione in una realtà dove ad un animale umano sembra una idea possibile quella di sparare ad un animale felino, animale libero, in teoria anche fortunato poiché tutelato come libero dalle leggi umane stesse, solo perché la sua presenza gli reca fastidio e, inoltre, pensi che sia una buona idea anche quella di gettarlo vivo, urlante, come immondizia, in un bidone. Non può esserci consolazione, ma forse, potrà esserci giustizia – ha concluso l’Enpa – E noi, come sempre, la pretenderemo. Ciao Sybilla”