lunedì, Novembre 28, 2022

Il 2022 del settore auto. La Nuovauto tra nuovi modelli, usato e incentivi. “Ecco cosa ci aspettiamo nel nuovo anno”

I tempi di consegna delle auto e i problemi al settore dei trasporti hanno spinto alcune concessionarie a cambiare strategia. E’ il caso della Nuovauto di Terranuova Bracciolini, una delle aziende più importanti del comparto, che nel 2022 ha puntato molto sull’usato senza, ovviamente, perdere di vista i nuovi modelli. La presidente Maria Cecilia Bucciarelli e l’amministratore delegato Antonio Bucciarelli hanno tracciato un bilancio dell’anno che si sta per chiudere, aprendo una finestra anche sul 2023. “Il mercato dell’auto ha affrontato una serie di problematiche legate principalmente alla componentistica – ha detto Antonio Bucciarelli – Le fabbriche non producono ai ritmi di prima e quindi si sono allungati drasticamente i tempi di consegna. Ad oggi, e siamo nel mese di novembre, il mercato nazionale registra un 15% in meno di immatricolazioni. La Nuovauto, di pari passo, registra più o meno la stessa perdita, però occorre considerare che abbiamo avuto alcuni modelli in meno da vendere. Quindi abbiamo tenuto botta. Come Fiat – ha aggiunto – registriamo dei ritardi a livello di consegne, ma non drammatici come la concorrenza”.
Nello specifico, per la Panda parliamo di tre, quattro mesi, così come per la Ypsilon. Criticità maggiori su qualche furgone. Bucciarelli ha poi affrontato il tema degli incentivi statali. “Sono legati soprattutto all’abbattimento del C02 – ha detto – ma il mercato richiede ancora un supporto importante per chi acquista nella fascia delle Panda, delle 500 e delle Ypsilon. Gli incentivi per questo segmento vengono polverizzati in pochi giorni, mentre invece sulle ibride e sull’elettrico – auto particolari che hanno un costo maggiore – ci sono ancora. Sarebbe bello se, in un’ottica futura, il governo, finalmente, prendesse una grossa iniziativa verso le macchine più popolari. Ben venga l’elettrico, ben venga l’ibrido, ma dobbiamo vendere anche le auto che hanno una fascia di prezzo che va dalle 10.000 alle 15.000 euro. E questo segmento bisogna incentivarlo, perché se si vuole abbattere l’inquinamento vanno tolte di mezzo le macchine vecchie”.
Il 2022 è stato un anno di svolta per la Nuovauto sul fronte dell’usato e dell’assistenza. “Ci puntiamo perché il nuovo, come ricordato, presenta criticità. Abbiamo aperto un sacco di canali di acquisto anche all’estero. Possiamo disporre di una ampia scelta. Macchine da 4,5000 euro fino a vetture decisamente più importanti” ha detto l’amministratore delegato dell’azienda valdarnese. Un aspetto ripreso anche dal presidente Maria Cecilia Bucciarelli. “Stiamo acquistando anche auto di altri brand e puntiamo molto sull’assistenza – ha detto – Stiamo rafforzando l’officina perché in un periodo storico come questo, nel quale molti non hanno la possibilità di cambiare l’auto e, comunque, le consegne hanno tempistiche lunghe, l’assistenza alla vettura in uso è fondamentale.. Bisogna del resto cambiare anche il modo di vedere. Fino ad ora il nostro business era il nuovo, adesso bisogna guardare anche ad altri settori, all’usato, all’assistenza e a tutti i servizi collaterali. Non dobbiamo essere solo venditori, ma anche consulenti”.
Nel 2023 sono in arrivo nuovi modelli, principalmente elettrici, perché quella è una strada tracciata. Parliamo del Doblò elettrico, dell’Ulisse, della Panda e anche della nuova Fiat 600, un mini Suv elettrico al 100%. “Bisogna però ricordare – ha aggiunto Antonio Bucciarelli- che noi, al momento, puntiamo molto ancora sul diesel. In gamma la Fiat ha sempre motorizzazioni di alto livello che vengono utilizzate soprattutto da chi deve percorrere tanti km”. “I primi mesi del nuovo anno, comunque, saranno ancora di sofferenza per il mondo dell’automotive, perché permangono problemi nella reperibilità della componentistica, ritardi nella produzione delle vetture nuove, problematiche nei trasporti – ha spiegato Maria Cecilia Bucciarelli – Cosa ci aspettiamo? Magari una ripartenza degli incentivi per il nuovo. Potrebbe essere un input per il mercato. E poi nuovi modelli. Attendiamo qualche novità, perché quando c’è un modello nuovo da vedere la gente entra in concessionaria in numero maggiore. Insomma, abbiamo da stringere i denti, ma ormai ci siamo abituati e noi siamo pronti ad affrontare qualunque tipo di situazione”.

Marco Corsi
Marco Corsi
Direttore Responsabile