martedì, Febbraio 7, 2023

Sotto protezione vignettista della Provincia di Arezzo per un disegno contro il regime iraniano pubblicato da Charlie Hebdo

Lui è Paolo Lombardi, 59 anni, un vignettista che risiede in provincia di Arezzo. Ha partecipato ad un concorso inviando a Charlie Hebdo, testata francese conosciuta in tutto il mondo, una vignetta contro il regime iraniano. L’iniziativa aveva lo scopo di premiare i migliori disegni proprio in relazione al regime degli Hayatollah. Quel disegno è stato pubblicato, ma adesso il vignettista aretino è stato minacciato, al punto le autorità di pubblica sicurezza hanno deciso di adottare una misura di protezione, con la vigilanza da parte delle forze dell’ordine. E la Prefettura di Arezzo, nei prossimi giorni, potrebbe prendere ulteriori provvedimenti rafforzativi. Nella sua vignetta Lombardi ha raffigurato una donna che urina sull’immagine dell’ayatollah Khamenei. Immagine che ha colpito molto la testata Charlie Hebdo e che è stata pubblicata sulla prima pagina del numero speciale di che commemora l’anniversario dell’attentato del 2015 contro la redazione di Parigi e prende di mira le repressioni del regime di Teheran. Non è la prima volta che Lombardi collabora con giornali francesi. Le sue vignette sono infatti finite su quotidiani prestigiosi come Le Monde e Le Figaro
Sulla vicenda di Charlie Hebdo, si è così espresso ai colleghi de La Nazione. “Ho partecipato ad un concorso indetto dal giornale francese e ho scoperto poi di essere rientrato tra i 35 vignettisti scelti per la pubblicazione, addirittura in prima pagina – ha detto – Questa vignetta è frutto della mia indignazione per quanto accade in Iran. Considero la libertà di espressione fondamentale. Quasi tutti i disegnatori sono iraniani e rischiano più di me. Ho un’amica iraniana che non sento più. In passato – ho aggiunto – ho fatto un altro lavoro ma disegno da una vita. Sono spesso stato attaccato in precedenza, mi è successo per esempio per delle vignette su Erdogan. Ma vado avanti perché attraverso la satira ho la convinzione di difendere anche la libertà”.