mercoledì, Febbraio 8, 2023

San Giovanni ricorda Umberto Eco e gli avvenimenti del Premio Masaccio del 68: dall’astronave sul tetto del palazzo comunale ai polli lanciati dalla torre di Palazzo d’Arnolfo

“Dialoghi sull’arte” dal titolo “Umberto Eco. San Giovanni Valdarno, 12 luglio 1968”. Questo il titolo della conferenza in programma sabato 14 gennaio, alle ore 17, a Palomar. Evento che rientra nell’ambito delle iniziative collaterali alla mostra “Masaccio e Angelico. Dialogo della verità nella pittura”. Iniziative rivolte ai pubblici più diversi con l’obiettivo di avvicinare le persone alle opere e ai temi dell’esposizione. L’appuntamento di sabato sarà incentrato sulla figura di Umberto Eco, ma anche di intellettuali di fama e personaggi di spicco quali Eugenio Miccini, Furio Colombo, Giuseppe Chiari, Claudio Popovich, Lapo Binazzi, Vittorio Maschietto, Patrizia Cammeo e Gianni Campus. Intervennero tutti ad un dibattito pubblico a San Giovanni nel 1968 sul tema “arte e provocazione”, in occasione della polemiche che nacquero di fronte alle opere più sperimentali presentate per la sesta edizione del Premio Masaccio. Il testo di Umberto Eco, ad oggi inedito, è tra l’altro inserito nel catalogo della mostra “Masaccio e Angelico”, un volume che non si presenta come un catalogo tradizionale, ma quasi come un’ulteriore parte della mostra.
All’evento del 14 gennaio saranno presenti Alessandra Acocella, storica dell’arte e ricercatrice indipendente e Giorgia Marotta, storica dell’arte in dialogo. Insieme a loro alcuni dei protagonisti della sesta edizione del Premio Masaccio come Gianni Pettena, architetto, artista e critico appartenente al nucleo originario dell’architettura radicale italiana, Lapo Binazzi architetto e docente di interior design fra i fondatori del gruppo Ufo insieme anche a Vittorio Maschietto, architetto e docente di urbanistica, anche lui presente all’evento, che partirà dalle vicende che accaddero intorno all’happening del 68 del gruppo di architettura radicale Ufo, sperimentatori votati alla contaminazione contro la linea della tradizione.
La performance iniziò con l’arrivo di un’astronave proveniente da Venere che s’incastrò sul tetto del Comune, dove l’attendeva il grande Alchemico per dare inizio all’operazione: il lancio di enormi polli in cartapesta dall’alto della torre di Palazzo d’Arnolfo contro i miti e i riti del Valdarno. E poi la pin up in cartapesta portata in sposa a Garibaldi e il tubo gonfiabile di trecento metri, colorato con le immagini di John e Robert Kennedy, fatto serpeggiare fra le folla che spaventò i cittadini. L’happening venne interrotto per l’indignazione generale provocata, diventando oggetto di contestazione per settimane e arrivando a spaccare in due l’opinione pubblica nazionale.
“Anche questa è la nostra città – dichiara l’assessore alla cultura Fabio Franchi – una cittadina che, seppur di piccole dimensioni, è da sempre al centro di importanti innovazioni culturali, da quando ha offerto i natali a Masaccio, che ha rivoluzionato la pittura nel Rinascimento, passando per l’aver segnato un nuovo corso, di rilievo nazionale, nell’arte contemporanea, con artisti che hanno presentato opere e installazioni provocatorie e in controtendenza per il Premio Masaccio 1968, fino ad aver ospitato intellettuali del calibro di Umberto Eco, indubbiamente il più importante intellettuale e uomo di cultura italiano degli ultimi decenni”.